Mostra di Natura Morta Contemporanea Italiana

La State-of-the-Arts Gallery si riempie di cultura italiana con la mostra collettiva “Stillness”, che riunisce cinque artisti rinomati accomunati da uno stile: il Realismo. Le tecniche e le composizioni delle nature morte riflettono l’influenza imperitura dell’arte italiana su questa generazione e su quelle future.

La natura morta rappresenta soggetti per lo più inanimati, naturali o artificiali. Nata nell’arte dell’Antica Grecia e di Roma nel Medioevo, la pittura di natura morta si distingue per la maggiore libertà nella composizione e disposizione degli elementi, rispetto ad altri generi pittorici. In un’epoca invasa da immagini provenienti dalla stampa e dai media, in una cultura della velocità, rallentare e concentrarsi su un’immagine – che si tratti della lucentezza di un frutto o delle venature di un portasigarette in legno – è quasi un atto contro la nostra condizione attuale. La State-of-the-Arts Gallery riconosce l’importanza del Realismo ai giorni nostri come apprezzamento puro della vita. Per questo motivo sono state selezionate alcune delle opere più raffinate di pittori di nature morte, capaci di contemplare ogni oggetto e di ricercare a fondo la sua dinamica visiva tra arte e vita. I toni sottesi e i riferimenti all’arte metafisica moderna mostrano una reinterpretazione contemporanea della tradizionale natura morta romana.

Gli artisti in mostra proseguono il fermento artistico e la rivoluzione del XX secolo, con un tocco di eleganza e splendore tipicamente italiano.
Enrico Gaurino raffigura soggetti quotidiani con una particolare attenzione alla luce e all’ombra, includendo elementi di Pop art.
Marika Fasoli punta sull’esplosione del colore, sull’originalità delle composizioni e sui forti contrasti. Questi aspetti contribuiscono al gesto pittorico, anche quando il soggetto è semplice.
Marco Picci utilizza l’acquerello per la sua trasparenza e naturalezza, dedicando al contempo grande cura ai dettagli e ai contrasti.
Constanza Papasogli, invece, dipinge in armonia. Spesso ambientati in contesti cupi, i suoi elementi “disumanizzati” sono carichi di un’emozione inspiegabile ma irresistibile.
Allo stesso modo, lo sfondo scuro e vuoto delle opere di Maurizio Meldolesi riflette l’essenza intrinseca e indisturbata del soggetto, priva di tempo e senza confini spaziali.